Ci sono cose che spesso sottovalutiamo, come la nostra libertà che troppe volte viene messa in discussione dai nostri datori di lavoro. Siamo un popolo di stakanovisti ma abbiamo tutto il diritto di non rispondere ad una mail o un whatsapp di lavoro fuori dal nostro orario o durante una pausa. Ne abbiamo parlato a Punto di Rottura con Rush.
“Secondo i dati Eurostat, il 9,4% dei lavoratori italiani sfiora in media le 50 ore di lavoro a settimana, il che fa dell’Italia uno dei Paesi con più stakanovisti in tutta l’Ue. Nel 2023, quasi un lavoratore italiano su dieci tra i 20 e i 64 anni ha lavorato in media almeno 49 ore alla settimana, più della media europea (7,1%) e meno solo di Grecia, Francia e Cipro. Il 9,6% degli occupati ha lavorato l’equivalente di un giorno in più a settimana”.
Questo è mio che si legge in un articolo di Aduc Consumatori, un dato che fa ragionare e proprio per questo Rush, il conduttore del programma, ha deciso di raggiungere in collegamento video l’avv. Sara Astorino, che durante tutta la puntata ha risposto alle domande che le sono state sottoposte.
Per diritto alla disconnessione si intende il diritto del lavoratore di non essere costantemente reperibile e che l’attività richiesta verrà svolta alla ripresa del turno. Il lavoratore deve essere libero di non rispondere alle comunicazioni di lavoro durante il periodo di riposo senza ripercussioni sul rapporto di lavoro.
La proposta di legge “Lavoro, poi stacco” è rivolta a lavoratori autonomi e a quelli il cui contratto nazionale non prevede il diritto alla disconnessione.
Il popolo italiano ama lavorare e rendersi utile ma forse dovremmo imparare di più a difendere il nostro diritto alla disconnessione.