Un’infermiera di 50 anni è stata aggredita a calci e pugni al pronto soccorso del Policlinico Gemelli di Roma da un uomo di 67 anni, in preda a una crisi di astinenza da stupefacenti. La donna ha subito ferite che le hanno causato una prognosi di due giorni. L’aggressore, già noto alle forze dell’ordine, è stato bloccato dalla sicurezza ospedaliera e successivamente arrestato dai carabinieri con l’accusa di lesioni e interruzione di pubblico servizio. Si tratta dell’ennesimo episodio che evidenzia l’escalation delle aggressioni contro il personale sanitario, un fenomeno in crescita che colpisce in particolare le donne e gli infermieri.
Aggressione al Gemelli: l’intervento della sicurezza ospedaliera
L’aggressione si è consumata in pochi minuti. Il 67enne, portato al pronto soccorso da un’ambulanza del 118, ha improvvisamente attaccato l’infermiera che cercava di assisterlo.
Il personale di sicurezza interna è intervenuto prontamente, riuscendo a immobilizzare l’uomo, già noto alle autorità per precedenti problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti. La tempestività dell’intervento ha evitato conseguenze peggiori per la vittima e altri operatori presenti in quel momento.
Il caso del Gemelli
Una volta bloccato, l’aggressore è stato consegnato ai carabinieri della stazione Roma Trionfale, che lo hanno tratto in arresto con l’accusa di lesioni personali, minacce e interruzione di pubblico servizio.
Il paziente era stato ricoverato in condizioni di alterazione psicofisica, probabilmente causata dall’astinenza da droghe. Il caso è stato prontamente portato davanti al giudice per la convalida dell’arresto.
L’episodio del Gemelli ha nuovamente sollevato interrogativi sulla necessità di rafforzare le misure di sicurezza negli ospedali, soprattutto nelle aree di emergenza dove il personale si trova spesso esposto a situazioni di rischio.
Aumento delle violenze contro il personale sanitario
Le statistiche indicano un preoccupante aumento delle aggressioni contro medici e infermieri, soprattutto nel contesto dei pronto soccorso.
Secondo i dati regionali, nel Lazio, oltre il 65% delle vittime di violenza negli ospedali sono donne, e gli infermieri rappresentano il 57% delle persone colpite.
Nel 2023 sono stati registrati oltre 1.200 casi di aggressione, un fenomeno che ha spinto le autorità a intensificare le misure di sicurezza negli ospedali. Diverse organizzazioni, tra cui gli Ordini dei Medici e degli Infermieri della provincia di Roma, hanno avviato campagne di sensibilizzazione per prevenire e combattere queste forme di violenza.
Rinforzi di polizia negli ospedali della Capitale
Per cercare di arginare l’ondata di violenza contro il personale sanitario, il governo e la Regione Lazio hanno adottato diverse misure, tra cui il ripristino dei presidi di polizia attivi 24 ore su 24 negli ospedali della Capitale.
Questa presenza costante delle forze dell’ordine, attiva nei principali ospedali come il San Camillo e il Sant’Andrea, ha già dimostrato la sua efficacia come deterrente per gli episodi più gravi. Tuttavia, i recenti fatti accaduti al Gemelli dimostrano che la situazione rimane critica e che è necessario mantenere alta l’attenzione su questa problematica.